La sorpresa Durante la salita all'alpe Palù, a circa 2000 metri di altezza, il gruppo si è imbattuto in una troupe impegnata nel filmare un documentario sulla difficile vita degli alpeggiatori. La sorpresa più grande è stata quella di ritrovare lì, inaspettatamente, un loro compagno di scuola tredicenne deciso a far "da grande" la vita da casaro. Tutti intorno a lui e ad un casaro adulto esperto si sono così sviluppate una intensa conversazione e scambi di battute, con interessanti racconti d'aneddoti. Gabriele, il giovane che ha trascorso mesi in alta montagna per la cura delle mucche, si è dimostrato particolarmente orgoglioso ed entusiasta, e si è iscritto al primo anno di agraria proprio per approfondire con la cultura ciò che sta imparando con la diretta esperienza sui monti. Dopo i saluti, tutti di nuovo al "campo base", il baitone ristrutturato dal Consorzio Alpeggio Prato Isio e Caldenno proprio per renderlo disponibile a questi tipi di utilizzo. La sistemazione e le attività Due grandi locali al pianto terra, a far da cucina e sala da pranzo con tipico camino, comodi servizi igienici - doccia compresa (a dir la verità poco utilizzata!) - e due grandi locali comunicanti al piano primo per dormire sui letti a castello: da una parte i maschi e dall'altra le femmine. Qualche difficoltà per far stare tutti zitti, ma poi, scattato il coprifuoco… s'addormentava anche il più indomito tra i partecipanti. Ogni giornata, nonostante il tempo poco clemente, è stata piena di impegni, ricca di iniziative e in molti casi sono stati gli stessi ragazzi a trovare il modo migliore per trascorrere le ore. Un pomeriggio è stato inoltre organizzato dal personale della cooperativa Ippogrifo che svolge questo genere di attività per conto dell'amministrazione comunale di Berbenno. Le serate sono trascorse con i tipici giochi dell'età, ma anche immancabili intermezzi musicali, come quello offerto dal trio di chitarristi Filippo, Marco e Luca, giunti a Caldenno completamente inzuppati, visto il diluvio che s'era abbattuto nelle ore precedenti su tutta la zona. I commenti dei ragazzi a fine esperienza sono stati alquanto sintetici, ma molto significativi: "da rifare", "bello". Non sono mancate neppure alcune simpatiche battute, del tipo "qualche servizio igienico in più avrebbe fatto comodo", e qualche battuta: "avrei fatto volentieri a meno di alcune litigate". Ma si sa, le dinamiche dei gruppi prevedono anche quelle, basta saperle contenere e farne tesoro per il futuro! Bilancio quindi assolutamente positivo, e grande soddisfazione anche dei genitori che sono riusciti ad intervenire - sempre nonostante le intemperie - nella giornata conclusiva di domenica con tipico menù montano: polenta e salsicce. L’iniziativa Quattro giorni immersi nel verde ancora incontaminato dell'alpe Caldenno, tra pini, torrenti scroscianti d'acqua pura e marmotte, le simpatiche sentinelle del bosco. E' stata questa l'esperienza vissuta da una ventina di ragazzi e ragazze. Divisi in due gruppi misti, gli stambecchi arrampicanti e le marmotte fischianti, i giovani partecipanti si sono davvero divertiti molto, da un lato nell'apprendere l'arte dell'arrangiarsi senza mamme e papà, dall'altro socializzando molto tra di loro, lavorando e giocando insieme, ma anche affrontando le "odiose" regole del vivere insieme e le "faticose" salite in quota. In realtà poco più che passeggiate, affrontate in piena sicurezza grazie alla presenza di un esperto escursionista del CAI Berbenno, ma per molti di loro - abituati alla comodità di scrivania e computer - comunque impegnative. METE A META’ - Aiutiamoli ad arrivare in quota - Giornate verdi a Caldenno Polenta con salsicce per tutti, compresa Joe, il cocker mascotte della compagnia, simpaticamente soprannominata “cilindro” per la sua siluette!